Come poter risolvere il problema del calcare ed ottenere la perfetta efficienza di tutte le apparecchiature in una cucina professionale senza dover caricare sacchi di sale e senza inquinare oltremodo il sistema fognario della tua città.

Come poter risolvere il problema del calcare ed ottenere la perfetta efficienza di tutte le apparecchiature in una cucina professionale senza dover caricare sacchi di sale e senza inquinare oltremodo il sistema fognario della tua città.

 

Solitamente in una cucina professionale sono presenti diverse apparecchiature che in maniera diretta od indiretta sono sottoposte ad una usura precoce per colpa dell’incrostazione calcarea.

 

Il Calcare, Carbonato di Calcio insolubile è parte integrante dell’acqua di fornitura dell’acquedotto (ma anche di pozzo) e solo se si ha la fortuna di risiedere in una zona povera di Carbonato di Calcio, ci si può permettere di non tenerlo in considerazione.

 

L’Italia è bella, ma è fatta di vallate e monti, e sono pochissime le zone della nostra penisola dove la presenza del Calcare è così bassa da poterti permettere di non tenerlo in considerazione quando stai per aprire un locale.

Quindi le soluzioni possibili sono 2, o ti trasferisci ed apri il tuo locale in una zona dove il calcare è pressoché assente ( controlla qui sulla mappa ) oppure con buona pace leggi quanto sto per dirti e cominci a pensare che per il tuo locale dovrai correre ai ripari.

 

Solitamente per trovare una soluzione si usa comunemente installare un addolcitore a sale  a monte dell’impianto di fornitura dell’acqua fredda del’intero locale.

 

Così facendo si ha l’errata sensazione di aver risolto il problema.

 

Errata per una serie di motivi che andremo a  vedere nel dettaglio, prima di capire insieme com’è composta la soluzione ottimale per la definitiva risoluzione dell’odiato problema del Calcare.

 

Innanzitutto andiamo a vedere qual sono le apparecchiature che subiscono in modo diretto od indiretto l’azione del Calcare.

 

contatore-acquaPartiamo dal punto di fornitura dell’acqua (il contatore) e risaliamo quello che potrebbe essere un impianto idraulico di una cucina professionale.

 

Se la pressione dell’acqua non è sufficiente (solitamente intorno ai 3 bar) potremmo trovare un serbatoio di accumulo dell’acqua fredda che ci servirà per poter fare in modo di avere tramite una pompa ed un Press-Control una pressione adeguata a soddisfare ogni esigenza della nostra cucina e del nostro locale in generale.

 

Questo sarà l’unico punto in cui il calcare potrà agire perché qualsiasi sistema per il trattamento del Calcare, sia esso chimico o fisico dovrà essere installato a valle del sistema di accumulo per due motivazioni:

  • Le apparecchiature lavorano meglio dopo la spinta della pompa.
  • Accumulare acqua trattata potrebbe essere addirittura più dannoso per via del fatto che l’acqua trattata (da un sistema chimico) è più attaccabile dalle colonie batteriche.

 

Dando per scontato che l’acqua di fornitura sia controllata (se è dell’acquedotto questo passaggio è irrilevante), se viene accumulata dopo un trattamento chimico si rischia una proliferazione batterica e non vogliamo certamente buttare benzina sul fuoco andando a peggiorare una situazione già di per se delicata.

 

L’acqua potabile è da considerarsi un cibo ed in quanto tale se viene trattata in modo chimico (leggasi addolcimento a sale e/o polifosfati) questo tipo di trattamento ha dei limiti ben specifici che purtroppo in base alla durezza dell’acqua di partenza potrebbe essere insufficiente.
Tutta La Verità Sul Calcare
Facciamo chiarezza.

 

La normativa impedisce di scendere oltre un minimo di quantità di Calcio (qualora viene trattata) che è di 15°f e di non superare un limite di Sodio immesso nell’acqua trattata di 200 mg/L.

 

Se partiamo da una durezza di 25/30°f mi trovo ad avere un’acqua con una durezza dimezzata a 15°f ma con ancora 15°f di durezza, che a dire il vero non è moltissimo… ma comunque hai solo rimandato il problema più in là… senza risolverlo in modo definitivo.

 

Mi spiego meglio:

 

La definizione di Acque Dure e/o Acque Dolci si ottiene seguendo questa la Scala Idrometrica Francese:

 

Scala Idrometrica Francese

 

da 00°f a 10°f —> acqua dolce (tenera)

da 10°f a 15°f —> acqua mediamente dure

da 15°f a 25°f —> acqua dura

da 25°f a oltre —> acqua durissima

 

Ogni Grado Francese (°f) corrisponde a 10 mg/l di Carbonato di Calcio in acqua.

Lo scambio ionico fra Calcio e Sodio avviene con un rapporto di 1 a 1,15

Cioè

 

1 Calcio = 1,15 Sodio

 

Semplicemente… ci vuole più Sodio per sostituire il Calcio.

 

Guardando lo schemino sopra, sappiamo che un’acqua si definisce DURISSIMA quando supera i 35° f

Quindi andiamo a fare due piccoli calcoletti:

 

Poniamo il caso che a casa tua, tu abbia una durezza di 35° f

Installi un addolcitore e porti la durezza a

15°f (il minimo per legge)

quindi si ottiene:

35 – 15 = 20°f  x 10 mg/l = 200 mg/l di Carbonato di Calcio

Dato che ogni 1° f corrisponde a 4 mg/l di Calcio

20° f x 4 = 80 mg/l di Calcio

Lo Scambio ionico, come detto ha rapporto di 1:1,15

80 x 1,15 = 92mg/l di Sodio

 

Adesso parliamoci chiaro:

Tu spendi un paio di migliaia di Euro per comprare ed installare un addolcitore a sale e poi portare l’acqua solo a 15°f?

Ma a 15°f credimi… e se non credi a me… chiedilo a chi vuoi… (ma comincia con il buttare un occhio alla Scala Idrometrica sopra citata) l’acqua continua ad incrostare…

Certamente meno… ma incrosta!

 

E tu mi vorresti far credere che spendi 2000,00 € e continui a tenerti il problema?

 

Nemmeno per idea, ma soprattutto chi te lo ha venduto non può fare passare per colui che non ti ha risolto il problema,  quindi ti piazza il tuo ben pagato addolcitore a 6/7°f,  altrimenti dopo due giorni lo richiami e cominci a chiedere di conto.

 

Ricalcoliamo quindi come lo metterebbe qualsiasi idraulico:

 

35 – 7 = 28°f  x 10 mg/l = 280 mg/l di Carbonato di Calcio

Dato che ogni 1° f corrisponde a 4 mg/l di Calcio

28° f x 4 = 112 mg/l di Calcio

Lo Scambio ionico, come detto ha rapporto di 1:1,15

112 x 1,15 = 128,8 mg/l di Sodio

 

 Ma se la tua acqua parte da 40°f ???

 

Quando parlo di normativa, mi riferisco al D. Lgs n. 31/2001 che stabilisce che l’acqua potabile (e nella tua cucina l’acqua deve essere potabile) anche quella che usi per lavare la verdura, oltre ad ogni utilizzo che ne fai che entra a contatto con il cibo, non possa essere inferiore ai 15°f e non possa superare i 200mg/L di Sodio

 

Comunque riprendiamo da dove eravamo rimasti ed andando oltre al sistema di accumulo, troviamo varie diramazioni che andranno a servire :

  • i bagni
  • giardino (se c’è)
  • cucina

 

Per quanto riguarda i bagni, potresti pure intervenire modificando chimicamente l’acqua, ma solo per quanto riguarda la parte delle cassette di scarico, perché per quanto riguarda l’acqua che arriva ai lavabi, devono sottostare alle stesse normative, perché se qualche avventore decide di lavarsi i denti devi essere sicuro che l’acqua che potrebbe ingerire sia potabile e che rispetti appunto i livelli di potabilità richiesti dalla Legge 31 di cui sopra.

 

Del giardino, qualora ci fosse, non ti preoccupare, anche perché se decidi di installare un addolcitore a sale, il tuo idraulico sa benissimo che il giardino dovrà essere bypassato (nel senso che quell’acqua non deve arrivare all’impianto di irrigazione) ma non perché altrimenti è uno spreco, ma perché sa perfettamente che il Sodio contenuto nell’acqua dopo il passaggio dall’addolcitore brucerebbe le tue piante.

 

Adesso arriviamo al nodo cruciale della faccenda:

 

La cucina

 

Qui ci saranno una serie di apparecchiature e non solo. Non solo perché ci saranno i lavandini dove vengono lavati gli alimenti e viene prelevata l’acqua per cuocere gli alimenti, ci sarà probabilmente una lavastoviglie ed una lavabicchieri. Non dimentichiamoci il forno a vapore e la macchina del ghiaccio.

 

Probabilmente poi ci sarà anche una macchina del caffè per fare in modo che i tuoi avventori possano gustarne uno alla fine del pasto.

Per ognuna di queste apparecchiature il calcare crea determinati problemi che portano poi a dover ricorrere a manutenzioni straordinarie, fino ad arrivare al punto di rottura in cui sarai costretto a sostituirle.

 

A dire il vero, su lavabicchieri e lavastoviglie potresti pure agire contro il calcare con un addolcitore a sale, ma, a meno che questo non sia dedicato esclusivamente a quella apparecchiatura, ti ritroveresti a risolvere (tranquillamente rispettando la normativa) quella situazione, ma saresti nel 99,99% dei casi fuori norma per tutto il resto.

 

Al Forno a vapore, ad esempio non puoi fare arrivare acqua addolcita (sotto i limiti, ma abbiamo visto che stando ai limiti non serve a niente) perché nebulizzeresti i cibi con acqua non conforme.

Non parliamo della macchina per il ghiaccio che altro non è che acqua ghiacciata (appunto).

Insomma, come avrai ben capito non è una questione da poco sapere come risolvere il problema del calcare senza incorrere nel ritrovarti i NAS che in una ispezione ti possano chiudere e sigillare il locale.

 

Se hai avuto la pazienza di leggere fino a qui, sarai ricompensato, perché adesso andremo a vedere COME si può risolvere il problema del calcare senza preoccupazioni di alcun genere.

 

Innanzitutto torniamo al nostro impianto e riposizioniamoci nuovamente dopo il serbatoio.

 

A questo punto, in uscita dalla spinta non ci sarà un addolcitore a sale, ma verrà posizionato un Solubilizzatore di Calcare POSEIDON.

 

Quale modello? A questo pensiamo dopo adesso cerchiamo di prendere e capire la sostanza.

 

La differenza sostanziale sta nel fatto che questo tipo di apparecchiatura (Brevettata) deve svolgere un solo lavoro, cioè quello di trasformare il Carbonato di Calcio insolubile (Calcare) in Bi-Carbonato di Calcio solubile.

 

Se poi vuoi approfondire le differenze, leggi questo articolo.

 

Quindi, una volta che l’acqua sarà passata da questa apparecchiatura, il calcare sarà solo un ricordo.

 

Ma c’è un problema.

 

Il problema è che non basta eliminare il Carbonato di Calcio trasformandolo in Calcare solubilizzato, o meglio, sarà sufficiente per quanto riguarda bagni e giardino e tutti i punti acqua di prelievo della cucina.

 

Ma per fare in modo che le apparecchiature non soffrano il benché minimo problema, dobbiamo far passare l’acqua attraverso un altro tipo di trattamento, che sarà a servizio delle sole apparecchiature in modo differenziato e mirato a seconda di dove deve andare e a seconda dell’utilizzo di quell’acqua.

 

Sicuramente avrai sentito parlare di Osmosi inversa.

 

Adesso è doveroso per me fare una piccola premessa. Se sei un lettore di questo Blog, sai che io personalmente non ho in simpatia questo tipo di trattamento. Ma la cosa non è generalizzata.

 

Io dico che quando vogliono farti acquistare un’apparecchiatura ad osmosi inversa da mettere a CASA perché ti fanno terrorismo sull’acqua dell’acquedotto… allora non lo accetto.

 

Però non è mai colpa della tecnologia, ma di come la si utilizza. In questo caso specifico invece, trovo che possa essere la soluzione ottimale abbinare una particolare osmosi inversa al Poseidon.

 

Vediamo innanzitutto che cosa è.

 

Questo è una filtrazione che si effettua attraverso il passaggio forzato dell’acqua attraverso delle membrane osmotiche che permettono di ottenere un’acqua priva di qualsiasi sale minerale.

 

Sembra la panacea a tutti i mali, perché io posso mandare acqua osmotizzata alle apparecchiature e farle lavorare tranquillamente con un’acqua praticamente distillata.

 

Purtroppo però non è così, o meglio, non lo è se si utilizza per questo tipo di trattamento una osmosi inversa che si trova in commercio classicamente perché c’è un grande scoglio da superare a livello tecnico.

 

Devi sapere che quando l’apparecchiatura riparte ad erogare, per i primi trenta secondi l’acqua va buttata via perché contiene tutto l’accumulo delle sostanze filtrate rimaste all’interno delle membrane.

 

Sempre. Qualsiasi osmosi inversa tu acquisti ha questo problema, da quella piccola di  casa a quella industriale.

 

Sembra cosa da poco, ma non è così perché correresti il rischio di inviare un sacco di zozzeria alle apparecchiature.

 

Questo è un primo scoglio (il più importante) l’altro motivo per cui classicamente non è fattibile è che le apparecchiature in commercio buttano via tantissima acqua, nel senso che per produrre un litro di acqua osmotizzata ne buttano a scarico anche 3 o 4.

 

Ma la soluzione acqua Castiel si avvale di apparecchiature brevettate che risolvono entrambi i problemi.

 

Vediamo come.

 

Innanzitutto le apparecchiature da noi fornite hanno un consumo (recupero in gergo) di oltre il 60%.

 

Detto in parole povere ogni due litri di acqua consumata 1,2 è osmotizzata e solo lo 0,8 è inviata a scarico. Un bel risparmio.

 

Ma veniamo al nodo della questione.

 

I 30 secondi di acqua che andrebbe gettata ogni qual volta che la macchina riparte a produrre acqua osmotizzata.

 

Per noi, e solo per noi grazie al brevetto, questa cosa è ininfluente perché grazie al sistema brevettato del quale ci avvaliamo la macchina eroga sempre acqua osmotizzata anche alla ripartenza perché ha al suo interno un sistema che eroga acqua precedentemente accumulata all’arresto della macchina mentre con un sistema di elettrovalvole mette a ricircolo l’acqua che altrimenti avrebbe dovuto essere gettata a scarico, dopodiché in modo automatico riprende il funzionamento lineare.

 

 

Naturalmente senza che un operatore debba fare niente perché l’apparecchiatura fa tutto da sola.

 

Così possiamo ottenere una riserva di acqua osmotizzata che invieremo tal quale alla lavastoviglie ed alla lavabicchieri, mentre prima di mandarla a macchina del ghiaccio, al  forno e quant’altro necessiti di un’acqua che non sia osmotizzata perché uso umano, la faremo passare attraverso un letto di rocce dolomitiche che renderanno un po’ di salinità all’acqua (Sali minerali) senza però che sia né particolarmente dura né troppo dolce.

 

Un perfetto connubio.

Quindi ricapitoliamo quello che possiamo fare per risolvere definitivamente il problema del calcare e della manutenzione delle apparecchiature e dell’impianto dentro al tuo locale.

 

Innanzitutto, se hai un addolcitore a sale che tratta tutta l’acqua del tuo locale, compresa quella che usi per la cucina … stai molto attento e controlla che l’acqua non sia fuori parametro secondo la legge che abbiamo visto prima.

 

Se non lo è… fai in modo di portarla nei parametri giusti, anche se questo può voler dire (nel 90% dei casi) che ti ritroverai ad affrontare il calcare, ma per lo meno sarai in regola.

 

Se invece non hai un addolcitore, o decidi di buttarlo via, e se deciderai di rivolgerti a noi, quello che ti verrà proposto è :

 

Un POSEIDON che soddisfi la tua necessità specifica

Un’osmosi inversa con brevetto CFS che ti permetterà di osmotizzare l’acqua da inviare alle apparecchiature , considerando una ri-mineralizzazione prima di inviare l’acqua osmotizzata a tutto ciò che entra in contatto con il cibo / bevande.

 

Questo ti permetterà di eliminare il problema del calcare nell’impianto idraulico del tuo locale, potrai avere stoviglie e bicchieri PERFETTI senza doverli ripassare con un canovaccio, e di essere perfettamente a norma con le regole inerenti all’acqua uso umano del tuo locale.

 

Vuoi sapere come fare?

 

Semplice, chiamami e vederemo di studiare insieme una soluzione tagliata su misura per il tuo locale, oppure puoi semplicemente cliccare in basso a destra dove vedi questa immagine e chattare direttamente con me o con qualcuno di noi immediatamente su WhatsApp
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Un saluto…

Save Your Mind, Castiel

 

 

 

 

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