Come evitare che un iceberg affondi la tua casa, anche se non sei un marinaio e Titanic (il Film) ti è sempre rimasto antipatico!

Come evitare che un iceberg affondi la tua casa, anche se non sei un marinaio e Titanic (il Film) ti è sempre rimasto antipatico!

 

Orma i lo sanno pure i muri… la punta dell’iceberg è solo la mini parte che affiora dal mare, mentre il “Grosso” si cela appena sotto il pelo dell’acqua. E’ proprio a causa della mole nascosta sotto la superficie che anche il Titanic è affondato… con Leonardo Di Caprio che grida “Ti fidi  di meeee!” 🙂

iceberg

Proprio come l’iceberg annuncia la sua presenza con la punta che affiora, anche tu devi cercare di capire cosa si cela al di sotto della superficie.

 

Come ad esempio i piccoli ma grandi dettagli della tua casa. Si, proprio della tua casa. Ci sono tanti e tanti segnali che qualcosa non va, ma sei talmente pieno di impegni che non ci fai caso.

 

Non devi sentirti in colpa. 

 

Ogni giorno è uguale al giorno prima. Oggi è uguale a ieri che è uguale a domani. Ti svegli, vai a lavorare, ceni, vai a letto. La sera sei così stanco che ti lavi i denti a occhi chiusi. La mattina, tra il sonno… è un miracolo se pigi il pulsante giusto sulla macchinetta per fare il caffè.

 

E non fai caso ai dettagli anche se ce li hai proprio sotto gli occhi. Forse non ci fa caso nemmeno tua moglie. Ha i bambini che non la fanno dormire di notte, e poi deve pagare le bollette, il commercialista, la mensa dell’asilo. Eh, no…  neanche lei ci fa molto caso,  ai dettagli.

 

Ti faccio un esempio.

Quando la mattina vai davanti alla macchinetta del caffè… premi il bottone verde, che cosa succede? Pensaci un attimo.

 

Mattina presto… pigiama, ciabatte, cucina, caffè. Metti la tazzina sotto il tubo in acciaio e aspetti. Sì… aspetti e aspetti. Ma non è sempre stato così. Prima funzionava e non dovevi aspettare. Appena il pulsante faceva click, se non ti sbrigavi a metterci sotto la tazzina, il caffè ti colava sul ripiano in acciaio.

 

Quando hai comprato la macchinetta del caffè è stata una festa. Era super veloce e il caffè era buono come quello del bar. Pigiavi il pulsante e già la tazzina era piena.
Da un po’ di tempo invece è più lenta. Fai in tempo a mettere la tazzina, a scegliere il cucchiaino… quello tuo preferito, che chissà come mai va sempre a finire sul fondo del cassetto delle posate…

 

Fai in tempo a decidere se usare lo zucchero normale o lo zucchero di canna. Ed il caffè non è ancora sceso nella tazza. Ed è così già dalla scorsa settimana… da quella mattina che eri pure in ritardo… ma te senza il caffè mica ci esci di casa!

Quindi hai preso la tazzina e hai pigiato il bottone.  Niente. Allora lo hai pigiato di nuovo. “Niente da fare, stamani si parte male!” Allora ci hai dato una bella botta, come si fa coi distributori di merendine.

 

Goccia di caffèE dopo poco, piano, a goccioline lente, ha iniziato a funzionare. Il caffè più lento in tutta la storia del caffè. Comunque goccia dopo goccia con santa pazienza la tua tazzina si è riempita, e tu sei uscito, e non ci hai più pensato. Tranne che poi tutte le mattine adesso sei sempre alle solite!

 

Comunque è strano, magari qualche meccanismo si è inceppato, magari una vite ha preso la ruggine… nel dubbio è meglio portarla da uno che se ne intende.

 

E’ da una settimana che tutte le mattine fai questo stesso discorso mentale … e ti ripeti che appena hai un minuto sarà meglio cercare i fogli della garanzia che magari va sostituita…

 

O magari un po’ di Calcare? Certo che anche se trovi i fogli della garanzia (che poi…. Ci saranno ancora o li avrai buttati?) sarà un bel casino. Quando ci vai? Dopo il lavoro? Se ci vai dopo il lavoro, torni troppo tardi e ti tocca litigare appena metti un piede in casa.

 

Allora forse è meglio andare di Sabato. Certo che il fine settimana ci sarà il mondo. Basta, è arrivato il momento di farla finita, e Sabato mattina stacchi la macchinetta del caffè dalla presa, gli dai una pulitina, e parti tenendola in braccio. Sei in fondo alle scale quando ti ricordi che dovevi prendere i fogli della garanzia…

 

Risali velocemente le scale e prendi i fogli che avevi preparato la sera prima (stavolta è andata bene, sei riuscito a trovarli abbastanza velocemente). Arrivi presto, metti la macchina nel parcheggio del negozio di elettrodomestici, scendi e prendi la macchinetta dal bagagliaio dell’auto, te la rincolli nuovamente in braccio e ti avvii all’entrata.

 

La tieni in braccio proprio come si fa con i bambini piccoli, solo che la macchina del caffè pesa molto, molto di più. Eppure nella tua cucina sembrava cosi leggera…mMa te sei forte, sei orgoglioso. Una volta alle medie sei arrivato terzo al lancio del martello. Certo, mica era sollevamento pesi, ma qualcosa vorrà pur dire!

 

Comunque entri dalle porte scorrevoli, convinto che tra una decina di minuti sarai già fuori. Vuoi tornare a casa presto che hai promesso ai bambini di andare tutti insieme al parco. Al solo pensiero sorridi. Ma capisci subito che ti sbagli di grosso. Davanti a te c’è una fila infinita di gente. Una coda di decine di persone che neanche la domenica mattina al Vaticano.

E per un attimo sei tentato di uscire e tornartene a casa. Poi però pensi che se torni a casa non hai risolto niente, hai fatto un viaggio a vuoto e poi di sicuro ti tocca litigare con tua moglie.

 

Quindi non hai altra scelta, e buono buono, ti metti in coda. A volte ci vorrebbe il pulsante “pausa”  come nei videogiochi. Pausa. Così potresti vederti. Con la faccia triste e gli occhi spenti, in fondo a questa fila lunga,  lunghissima. In mezzo a chi ha le ascelle sudate e le borse della spesa. Ci sono i bambini che strillano, che fanno i capricci. Un bimbo ha perso il giocattolo e a forza di piangere gli cola il moccio dal naso.

 

E te hai fretta di uscire, vorresti stare con i tuoi di bambini., invece di sentire quegli degli altri strillare! E invece ti tocca stare lì con la macchinetta del caffè che diventa più pesa ogni minuto e i fogli della garanzia sottobraccio.

 

E i minuti non passano e la fila non scorre.

 

Poi manco a farlo apposta vicino al bancone ci sono esposte le macchinette del caffè. Nuove, colorate, modelli superlusso. Brillanti, lucide, bellissime. Ma te stringi la tua sempre più forte e aspetti il tuo turno. E dopo un eternità il tuo turno arriva… e te impaziente e con le braccia intorpidite sbatti tutto in faccia al ragazzo.

 

Farfugli qualcosa, ma lui neanche ti ascolta. Non guarda né te, né la macchina… né i fogli. Ti dice solo “Mi dispiace, ma non mi occupo io dei guasti alle macchinette del caffè.” Te lo guardi, lo guardi male. Ma trovi la forza per dire “Mi scusi, ma ho perso tutta la mattina, sono stato un’ora in coda, mi fanno male le braccia a tenere questo coso… e lei non me lo guarda neanche.  Ma le sembra normale ????”

Certo che gli sembra normale. Perché…  Perché lui è solo un commesso e queste cose non le fa. Ti spiega che per i problemi con gli elettrodomestici c’è un altro tizio che manco a dirlo, il Sabato mica ci va in negozio. E te hai fatto un viaggio a vuoto. Te ne torni mogio mogio verso la macchina e riparti verso casa.

 

E  ti girano…. eccome se ti girano!

 
Tutta La Verità Sul Calcare

 

Mentre guidi verso casa, pensi che c’è un’altra cosa che non funziona più molto bene: il ferro da stiro.Te l’ha detto tua moglie la scorsa settimana che lo dovevi portare al negozio a riparare ma l’avevi dimenticato…. Eh, ci andrai Lunedì… no, hai il dentista… facciamo Martedì! Lo scrivi pure sul calendario “portare a riparare il ferro da stiro.” Che poi cosa c’è che non va? Cosa ti ha detto tua moglie? Cos’è che non andava? Mica te lo ricordi, in fondo hai mille e mille cose a cui pensare… ma resta il fatto che sembra che gli aggeggi in casa si siano messi d’accordo e si sono rotti tutti insieme. La macchinetta del caffè ed il ferro da stiro…!

 

E senza ferro da stiro… non si stira!
E infatti a casa tua da un paio di settimane non si stira più. E a te tocca andare a lavoro con le magliette spiegazzate… se ti azzardi a farlo notare a tua moglie lei ti ringhia “Ma se neanche si vede… E poi chi ti guarda!? ”

magliettaMeglio lasciar perdere. Se lo sapesse che c’è qualcuno che ti guarda… s’ incazzerebbe come un toro davanti ad un lenzuolo rosso. Però tua mamma ti ha visto! Oh.. se ti ha visto!!!! A lei non sfugge niente. Ed è partita in tromba.

 

“Guarda te in che stato ti fa andare la gran signora… deve farsi i capelli… LEI! Mica stira! Che c’è… ha paura che si sciupa la manicure?  Ai miei tempi le donne se non stiravano rimanevano zitelle…! “

E giù… E giù…  Ci va pesante tua mamma!!!

Te ci provi a dire che tua moglie non mette piede dell’estetista da almeno un anno, ci provi a difenderla. “Mamma il ferro non funziona, per questo non stira… Se mi lasci spiegare… ” Ma lei mica le vuole sentire le tue spiegazioni… ormai è partita e si fermerà solo dopo che ha finito di sfogarsi…

 

“E la giustifichi pure… la PRINCIPESSA! Guarda! Guarda che pantaloni, guarda il collo della maglia, guarda le maniche… ” Ed è proprio in quel preciso momento decidi che non puoi aspettare ancora. Devi portare ad aggiustare il ferro da stiro. Che poi si fa presto a dire “Lo porto ad aggiustare”… guarda te che clamoroso viaggio a vuoto hai fatto stamani con la macchinetta del caffè.

 

Anche in questo caso devi fare le corse, devi uscire da lavoro e sperare che il negozio sia ancora aperto. Ma la fortuna sembra essere dalla tua e la saracinesca è ancora alzata. Entri, e ti schiarisci la voce per darti un tono. Il tipo ti guarda dalla testa ai piedi… e dentro di te pensi “Si è accorto che la maglietta non è stirata.” Spingi il ferro sul bancone, e tirandoti in giù la maglietta dici
“E’ rotto.  Non stira.” …. e ti tiri giù ancora la maglia.

 

Il tipo guarda il ferro per dieci secondi e ha già la sentenza.
“Guarda è tutto incrostato di calcare!”

In quel preciso momento te caschi dalle nuvole.

 

Lo guardi e basta. Lo guardi senza spiccicare una parola. Non ne sai mica niente te, del calcare.
Per quanto ne sai in casa tua il calcare non c’è mai stato. E quindi neanche nel tuo ferro da stiro.
Perciò non dici niente perché semplicemente non conosci l’argomento e non sai cosa dire. Ma il tipo del negozio lo sa e rincara la dose.

“Qui le cose da fare sono due. O lo compra nuovo o gli faccio fare il nuovo lavaggio che è una bomba… inventato in Lapponia, Brevettato in Cina, creato a Bitonto…”

e ti riempie la testa di parole e concetti.

 

Che te fai solo si con la testa e gli lasci il ferro col cuore leggero, sereno e tranquillo.
Al calcare mica ci pensi, lo consideri già un problema risolto. E poi non è mica più come una volta che il ferro ti durava una vita, ora dopo pochi mesi quello va ricomprato… o portato ad aggiustare!

 

A proposito di comprare… Vedrai se alla fine non ti tocca pure ricomprare la lavastoviglie. Tanto costassero poco. Sono super tecnologiche, interamente in acciaio cento per cento, hanno cicli Bio, vegani e fanno tutto. Davvero… al giorno d’oggi le lavastoviglie fanno di tutto!

Sì,  fanno di tutto tranne lavare le stoviglie.

Anche la tua. In effetti quando l’hai presa era perfetta nel lavaggio.  Era perfetta e silenziosa. Da un po’ di tempo fa dei rumori strani come dei piccoli rutti… Si, proprio piccoli rutti. E poi lascia i bicchieri opachi e con delle onde bianche. Pure le posate, quando le togli dal cestino sembrano più sporche di quando ce le hai messe. È capitato proprio qualche giorno fa. Tua moglie ha aperto la lavastoviglie per svuotarla e rimettere tutto a posto, ma mentre toglieva le cose, invece di metterle al posto le buttava nell’acquaio della cucina.

 

bicchiere incrostatoTutti i piatti, tutti i bicchieri, tutte le posate, insomma… tutto, era ricoperto di un alone bianco, come se fosse sporco. Uno schifo. E chi ha il coraggio di mettere la bocca su una forchetta sporca? Nessuno. Faresti mai bere tuo figlio da un bicchiere opaco? No… ovvio!

 

Comunque tua moglie con tutta la pazienza ha coperto tutto di acqua e sapone e ha iniziato a strusciare e strusciare. L’acquaio era pieno e un po’ ti dispiaceva… Lei è piccoletta, magra magra,  con quelle pentole pesanti da lavare… allora ti sei alzato per aiutare. E pensare che non vedevi l’ora di buttarti sul divano!!!!

 

Ma lei che fa? Invece di apprezzare… inizia a sbatacchiare i piatti.

“Guarda te se dopo una giornata d’inferno mi tocca lavare anzi RI-lavare tutto! E poi stasera c’è la puntata del mio telefilm che se perdo l’inizio non capisco più niente della storia! “

 

E tu zitto, asciughi le pentole. Ma lei continua. “Uffa uffa… uffa!! “Sbotta!

Allora te con un filo di voce la consoli.”Cara, non fare così, solo per due piatti!”

Eh sì… ancora dopo anni di matrimonio mica hai imparato che con tua moglie c’è un “Tempo per parlare” come ad esempio quando ti chiede “Che pensi?” ed un “Tempo per morderti quella cazzo di linguaccia” … come in questo istante preciso… perché LEI prende il coltello e te lo sventola sotto il naso mentre fa “Non devo fare cosi!????  Non devo fare cooo – siii??? E forza, lo sai di chi è la colpa di tutto questo, eh? Eh? ”

 

lavare i piattiVisto che ha sempre il coltello in mano ti limiti a dire di no! E lei…
“Tua, carino, tua!!! Chi doveva comprare l’anticalcare?! Lo dovevi prendere te, ma niente… tanto non sei buono a fare la spesa…! Mandami la lista… mi dici…! E cosa te la mando a fare la lista se poi non compri quello che ti scrivo?”

 

Ora, tu non lo puoi sapere, e di certo neanche tua moglie lo sa, ma la colpa non è tua.  Anche se tu avessi preso l’anticalcare non sarebbe cambiato nulla.  Le stoviglie sarebbero uscite comunque sporche, la macchina del caffè si sarebbe rotta, il ferro da stiro si sarebbe incrostato.

 

Il ferro, la macchinetta del caffè,  la lavastoviglie, sono tutti indizi che hai sotto gli occhi. Li guardi, ma non li vedi. E se li ignori… prima o poi ne paghi le conseguenze.

 

Questi sono tre esempi semplici di come l’iceberg che si nasconde sotto il pavimento di casa tua “Affiora” dal pelo dell’acqua e ti dice “Ehi… sveglia… guarda che io sono qui… Vira !” Se vuoi aprire gli occhi una volta per tutte e capire cosa si nasconde sotto i tuoi piedi… non ti resta che scaricare la guida gratuita

 

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Un saluto…

Save Your Mind, Castiel

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